
Ormai sono diventato un disco rotto. Ogni giorno la borsa sale ed ogni giorno mi lamento della mia buona fortuna. Ma i miei profitti e la serie di nuovi record nella borsa non sono dovuti alla fortuna. Sono il risultato delle politiche monetarie della banca centrale mirate a quest’obiettivo. Negli ultimi 20 anni, la FED ha adottato delle politiche ancora più invasive per evitare i cali del ciclo economico. Inizialmente hanno usato i loro mezzi tradizionali per abbassare i tassi d’interesse stimolando l’economia. Dal 2008 hanno comprato trilioni di dollari di strumenti finanziari per iniettare liquidità direttamente nei mercati. Mentre gli analisti riconoscevano da subito un effetto dell’inflazione degli asset, oramai tutti capiscono bene che i $120 miliardi al mese stampati dalla FED vanno a finire nella borsa. L’effetto è visibile giornalmente in una borsa a senso unico che non scende mai. È un fenomeno nuovo, è un po’ surreale, ma succede ogni giorno.
Forse la FED ha finalmente abolito gli alti ed i bassi del ciclo economico, un obbiettivo che i critici insistevano che fosse impossibile e pericoloso. Intuitivamente, questi critici sembravano avere ragione, perché qualsiasi uso del debito pubblico dovrebbe essere ripagato, a scapito degli altri investimenti pubblici. Ma tuttora il governo ha accumulato il debito pubblico ad un livello circa pari al PIL, e riesce a finanziarlo tramite buoni del tesoro comprati dalla FED con un tasso di interesse quasi zero. Finché la FED mantiene questo bilancio (ormai $8T+) tramite riacquisti di buoni scaduti, può mantenere i tassi d’interesse bassissimi, e tutto va bene. Ma i tassi d’interesse dei buoni del tesoro devono essere bassi altrimenti ci sarà una crisi del debito pubblico statunitense.
Comunque, tutti credono che gli Stati Uniti siano “too big to fail”, e che la potenza della banca centrale sia più o meno senza limiti. Così si assiste ad una salita implacabile nella borsa, a scala giornaliera, e frequentemente i participanti comprano in panico. Tutti gli investitori sanno bene che un obbiettivo implicito della FED è supportare la valutazione già altissima della borsa. Queste aspettative si aggiungono ad una pressione verso l’alto sulla borsa.
Probabilmente il mio lamento è semplicemente quello contro il cambiamento. L’idea tradizionale della moneta come una cosa rara, ben controllata, con un valore intrinseco potrebbe essere troppo moralista. Forse nel passato, in tempi di scarsità delle risorse, aveva più senso quando contava l’efficienza. Forse in tempi moderni il problema principale è più della sovrapproduzione che della efficenza economica. Se fosse vero, avrebbe più senso usare le politiche monetarie e fiscale per mettere soldi nelle mani dei consumatori.
Mentre è possibile che abbiano finalmente abolito il ciclo economico con i loro interventi, forse dovrebbero reintrodurre prima o poi i giorni perdenti nella borsa.