È Sicuro?

Stamattina ho letto un commento ironico in risposta all’ennesimo Tweet sulla borsa galoppante e fuori controllo a causa della FED. Un esperto rinomato ha tweettato un grafico mostrando bene la borsa come una bolla, e tutti concordavano con commenti sarcastici, uno che chiedeva retoricamente “Sì, ma è sicuro?” Era un commento ironico, perché tutti i seguenti, e quasi tutti in generale, sanno bene che la FED continuerà a seguire questa strada senza uscita. Niente cambierà, niente potrà cambiare. Vedremo una serie di nuovi record finché succederà qualcosa di veramente pazzesco.

Questo commento mi ha fatto pensare al film Il Maratoneta (1976) e ai suoi temi, trovati nel romanzo di William Goldman. La battuta drammatica “È sicuro?!” è ben ricordata per la sua sintassi strana che manca di contesto. Era misteriosa, ripetuta in varie scene, detta paradossalmente dal personaggio Szell, il carnefice dell’Olocausto il quale ritorna clandestinamente a New York dopo anni passati a nascondersi in Sud America.

Il messaggio del film, e della storia europea del XX° secolo è, in parole povere, “no, non è sicuro”. La vera minaccia secondo William Goldman non è soltanto nel pericolo vicino, ma nell’inazione contro la minaccia di per sè. Il film tratta del tema della tirannia in generale, e della tirannia dello stato. L’esempio ovvio è l’Olocausto della seconda guerra mondiale, un tema centrale nel film. In un altro esempio, il padre del protagonista viene denunciato come un comunista ed viene messo nella lista nera di Hollywood negli anni ’50. È un uomo brillante ma ingenuo, e si suicida a causa della sua incapacità di capire l’ingiustizia (non capisce perché non si serve la sua obbedienza alla “legge”).

Alla fine, vediamo che il protagonista del film impara a difendersi e reagire dopo una vita di passività relativa. Anche se lui non capiva per nulla perché era stato mirato, torturato, e cacciato, ha semplicemente smesso di chiedere perché, e ha reagito violentemente. Alla fine non c’era nessuna grande rivelazione. I motivi dei persecutori possono essere ottusi o addirittura arcani, ma è il dovere dell’individuo reagire contro l’ingiustizia. Lo stato può avere torto, e il film menziona i campi di concentramento per gli americani di origine giapponese e l’udienza McCarthy.

Nelle ultime 18 mese tanti hanno chiesto “È sicuro?”. Vogliono che il governo li protegga da un virus quasi banale dagli standard storici. Non pensano alle distorsioni del debito publico o alla diseguaglianza di ricchezza. Non pensano alla perdita dei diritti individuali. Vogliono soltanto l’illusione della sicurezza. Invece delle solite banalità, vorrei sentire che il governo rispondesse “No, ma è abbastanza sicuro.” Non è mai sicuro. È normale così. Non ci sarà mai la sicurezza assoluta. Non dovrebbe neanche esserci. Seconda la lezione della storia, potrà essere pericoloso richiederla.

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