Ad ognuno il suo proprio revisionismo

Dopo due anni della pandemia continuiamo litigare per la gestione della crisi, per i vaccini e per le mascherine. Principalmente, ci preoccupiamo di come sia possibile che l’altro lato pensa come lo fa. Essenzialmente la pandemia è diventata una narrazione simmetrica di perché noi abbiamo ragione e perché loro sono pazzi.

Qualsiasi dibattito pubblico che esiste prenda questo format. Non c’è nessuna discussione del genere qui sui media americani, e quello che vedo sul Tg La7 mi sembra più o meno progettato a rendere ridicolo una determinata posizione. Fanno finta che ci siano tante questioni, ma in realtà, non dubitano mai nessuna politica o restrizione già adottata.

Nessuno non ha il minimo dubbio* su come affrontare questo percorso storico senza precedenza. Le politiche sono proprie giuste perché dobbiamo salvaguardare ogni vita possibile, a prescindere da qualsiasi altro fattore. Probabilmente riduciamo inconsciamente il mondo ad una dimensione per fare più facile le nostre giustificazioni. (* è caratteristica di una guerra religiosa; mentre c’era molto dubbio verso le misure estreme per contrastare le pandemie nelle politiche sanitarie pubbliche già esistenti nel 2020)

Comunque, basta dire che pensiamo noi tutti diversamente. Ecco un esempio preso dalla chat fra me e l’altro lato. Siamo immutabili. Niente cambierà. Siamo senza la speranza.

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