La mia filosofia personale che aiuta spiegarmi il mondo e che risolve tutti i paradossi apparenti entro le nostre profonde divisioni sociali è semplice: le persone credono quello che vogliono. Non è un’osservazione né nuova né particolarmente trascurata, ma spiega tutta la pazzia nel nostro digitale attuale. Assistiamo continuamente nei nostri timeline il bias di conferma, ma ai livelli vertiginosi. I social sono il bias di conferma “on steroids”.
Le casse di risonanze che costruiamo ed in cui abitiamo nutriscono il nostro narcisismo latente. Abbiamo sempre ragione, loro hanno sempre torto. Forse i conservatori preferiscono i meme che rendono ridicolo l’altro lato. Forse quelli di sinistra preferiscono gli istrionici in cui si identificano come vittime. In ogni caso, questi sono dei carburanti basici che nutriscono il narcisismo.
Questo fenomeno della polarizzazione politica nella società, particolarmente evidenziato nei social è molto interessante, e direi che sia piuttosto spiegabile come una forma di narcisismo collettiva. Questa non è un’idea né originale né nuova, ma forse ci siamo arrivati ad un frangente tale comica che questo squilibrio diventa ovvio addirittura a noi.
I parallelismi e le simmetrie fra i due lati opposi dovrebbero chiari se non comici. Ognuno vede la fine del mondo, portata avanti dall’altro lato. Usano frequentemente le stesse parole ed i stessi dati, ma arrivano alle conclusioni totalmente invertite. Tutti questi post, visiti fianco a fianco, renderebbero ridicolo la divisione. Ma così servono il bias di conferma e la cassa di risonanza, e evitiamo vedere queste simmetrie rilevanti.
Così continuiamo alle conclusioni logiche del nostro vittimismo, e arriviamo alle nostre distopie preferite. Alcuni dei i miei amici imaginano la guerra civile, in qualche forma o l’altra, e un governo autocratico fuori controllo. Altri miei amici imaginano l’opposta forma totalitaria, con questi altri amici in comune come collaboratori del regime. Sul serio. Ma quando niente succederà, come sempre, lo dimenticherà, e ricominceranno di nuova.