
Faccio un piccolo esperimento qui e ora, e trascrivo un po’ della registrazione di cedipeggio da stamattina. Voglio mostrarvi quanto sia importante per me trascrivere il parlato. Se io non lo facessi, riuscirei a capire grosso modo quello che vuol dire, ma a questo punto, per me, vale la pena di analizzare ogni singola parola da un madrelingua in un contesto così fra altri madrelingua.
Queste sono delle frasi dette da Andrea stamattina, che ho trascritto il più testualmente possibile:
“Capita anche a voi se che lasciate un bicchiere d’acqua in una stanza per diversi giorni, dopo 3/4 giorni che non cambiate l’acqua, l’acqua che continuate a bere perché siete dei pezzenti dentro, come me, sa di riso? A un certo punto inizia prendere un sapore di … di … di … amido, ok, di riso, sì, di riso bagnato, … l’acquetta che fa il riso quando lo mettete, nella pentola col acqua, no? Sa di riso. Non so se è una cosa sana. Qualora dovesse accadermi qualcosa di brutto, ditelo all’anatomo-patologo. Ditegli che diceva sa di riso.”
“E invece la bevo perché se dopo un giorno, l’acqua prende questo sapore vuol dire che forse è vero, chi dice ha ragione, chi dice l’acqua ha memoria, con tutte le cazzate che dico per due, a volte anche quattro, ore al giorno, si incazza, gli girano i coglioni, e prende un sapore di merda. Ma me lo merito. Ognuno deve bere il risultato delle proprie minchiate. E io lo bevo con grande voluttà.”
Ci ho messo un po’ per trascrivere questo brano. In tempo reale, potevo capire lo scherzo dell’acqua vecchia, il sapore che descriveva, il riferimento alla bufala della teoria che l’acqua trattiene qualche informazione. Ma, con lo sforzo di decifrare tutto, ci sono arrivato pienamente, e ho imparato delle parole nuove, dei modi di dire, per non parlare della genialità totale dentro queste improvvisazioni. Dunque, dovrei utilizzare il più possibile questo metodo meticoloso. Può essere fastidioso, ma forse me lo verrà ancora più facile.