Lezioni Pratiche d’Italiano

Imparo mille cose quando decido di trascrivere testualmente il delirio genio del giorno di @cedipeggo. È uscita una chicca sotto la rubrica “Aneddoto” oggi @12:10:

“Ecco più che un aneddoto, questa storia sono semplicemente male parole, imprecazioni, e mocoli da tirare verso altissima. Allora, lunedì si riparte come previsto, lunedì tutto il pomeriggio … no, prima di tutto lunedì … come stanno … partiamo dopo pranzo, bene. Non mi va il Telepass, probabilmente il calore dell’automobile mi ha distrutta la batteria del Telepass. Va be, c’è anche 12 anni, ci sta. Sentite qua. Il Telepass non funziona più, cosa fai? Vai al Punto Blu. Fa anche rima. Vado al Punto Blu, faccio mi metto in coda, quando arrivo al tizio abbronzato, tanto per usare una metafora che sta lì, perché non si può entrare al Punto Blu, c’è ancora il covid al Punto Blu. Quindi, vado al Punto Blu col cadavere del mio Telepass in mano, arrivo, tutti mi vedevano col cadavere del Telepass in mano, nessuno dice un cazzo. Bene. C’era lì il signore abbronzato, ok, con in mano dei fogli, faceva entrare una persona ogni tanto, quando ne usciva qualcuno. Poi qualcuno entrava e non usciva più, ma qualcuno dopo continuava ad entrare lo stesso, quindi, non so se quelli che sparivano facevano il fine, insomma, dei desparecidos, ma va be, in ogni caso, ho detto fanculo, mal che vada che mi fanno, io … nel Punto Blu. Non lo so, mi fa …, mi tengono lì a tirare su e abbassare la sbarra, rischiamo, corriamo questo rischio di finire desparecidos. Va bene, faccio tutta la coda, quando arrivo davanti al omino bronzato, mi dice, <<tu, per cosa qua?>> più o meno così. Dico perché cazzo, questo su vedi, non va più. <<Eh, no, … amigo capo, …>> Eh?! << … amigo capo …>>. Praticamente capisco, in questa traduzione simultanea, senza il supporto di Google, comprendo che il mio Telepass non sarebbe stato più sostituito dal Punto Blu, perché il Punto Blu non sostituisce più il Telepass. Lo sapevate? Ah beh, sappiatelo, se è andato al Punto Blu col Telepass … c’è l’amico che dice <<… eh, amigo capo, amigo, eh …>>. Inculati. Tradotto significa vai a farti in culo.”

“Quindi, il Punto Blu puoi andarci per cosa? Solo se devi attivare i nuovi contratti. Quindi, Telepass nuovi. Hai capito coglione ed amica schemi? Allora da cosa fai col Telepass rotti, cosa fai? Ahhh, devi andare nei Telepass Point. Sentite qua. Devi andare al Telepass Point. Il Telepass Point, che cos’è? Nessuno lo sa, ovviamente, ma ci sono alcuni distributori di benzina, o tabaccai, tabacchini che dirsi voglia, o addirittura centri commerciali che, un po’ come, c’è alcuni negozi che decidono di collaborare con l’Autostrada per l’Italia, e quindi fanno dei Telepass Point. Mi ha dato questo simpatico amico, amico, capo, capo, mi ha dato questo foglio con una seria di indirizzi. Ok, bene, ottimo. Dopo la coda risalgo in macchina, 44°, una temperatura folle, vado al primo Telepass Point. Chiuso. Però c’era dentro gente, era una benzinaia questo, entro, <<eh, mannaggia, ci si è rotta la macchinetta propria oggi, ma pensa mannaggia la miseria …>>. Niente, giro la macchina, allora vado al centro commerciale Le Due Torri. Perché sul foglio, c’è la scritto centro commerciale Le Due Torri, Stezzano, è un Telepass Point. Cosa? Il centro commerciale. Entro, giro come un coglione per 20 minuti, perché non è che ti dice, vai alla Mediaworld, al tabacchino, no, giro come una testa di minchia, verso dentro questo centro commerciale, alla fine scopro che il Telepass Point coincida con il box informazione del centro commerciale. Bene. Vado là, c’era una seria di disperati che mi sembrava di avere dei personaggi di Bianco, Rosso, e Verdone. Ok, tutti lì insiemi, perfetto. Tutti lì, incazzati, sudati, perché dovevano anche loro bestemmiare con i Telepass, perfetto. Dico, ottimo, sono nel posto giusto. <<Ah, sì.>>. Siamo nel posto giusto, solo che il primo della fila, un signore Tarchiatello, di mezz’età, anche lui col Telepass in mano, che si guarda spento le gonadi, mi guarda, mi vede così, bestemmiante, però, cercando di capire che cosa stava accadendo, mi dice <<aprealequattro>>. Eh?! <<aprealequattro>>. Apre alle quattro, tradotta insomma con il mio traduttore simultaneo Soverato-Italiano. Apre alle quattro, o quello che insomma, va bene, erano le quattro meno un quarto, o giù di lì. Va be, va bene. Che facciamo, aspettiamo, andiamo, fanculo, va bene, aspettiamo, aspettiamo, quattro, quattro zero cinque, alle 16.05 si presenta una signorina che credo per l’avvincinanza con la, relativamente vicina, diciamo così, strada statale, che di sera si anima, va be, comunque, facci mettere un attimo per capire chi è, poi capisco che l’ha detta al bancone, ok. Che cosa la sua faccia da cazzo di merda, che cosa fa? Ci dice, incazzata, come dire, via, via insetti di merda. Questa signorina, guardandoci come insetti, con fare diciamo, per schiacciare, schiacciare le piattole, seccata, la stronza, ci dice <<Ah, ma qua non vedete cosa c’è scritto, insetti di merda? C’è scritto che qua, il servizio Telepass è solo dalle 10 alle 14, quindi andate a fare in culo. Ve l’ho detto una volta, ve l’ho detta due volte, fuori dei coglioni, zecchi e schifosi insetti di merda, via, via, sho, sho, sho. E ci ha cacciati così. Ok. Io mi sono girato prima di vedere la scena in cui camionista di cui sopra quello un po’ Tarchiatello prendeva la chiave da 36cm e a lei scaricava sul cranio. Me ne sono andato, detto non voglio, poi arriva il giudice, devo testimoniare, non mi posso sottrarre, devo andare, non voglio saperne un cazzo. Mi sono girato, bestemmiando, e me ne sono andato. Poi immagino, non ho letto i giornali, ma credo che qualcuno l’abbia fatta tipo carne trita, non che mi dispiace, però non c’ho voglia di finire anche un’ora di tribunale dove devo fare la testimonia. Quindi, non vedo, non sento, e sopratutto non telepasso. Va bene, salgo in macchina, e già mi girava i coglioni perché ormai è un po’ tardi. Casa … casa in montagna, un paio di ore scarse. La macchina era piena come quella di, non lo so, di quelli che vanno … fare quelli che vivano a nord ma sono di giù, e aggiungo vanno giù con la macchina station wagon che tocca con i paraurti dietro sul asfalto, ok, ed ogni volta che c’è un piccolo addosso, vedi le scintille che sembrano il decollo di un F-104, a reazione.”

Continua per ancora 40 minuti, ma ci metto un po’ di tempo per beccare ogni parola, e devo andare a letto adesso. Ma comunque si ottiene l’idea.

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