Ieri ho visto il blockbuster dell’estate 2023, il nuovo film dal regista Christopher Nolan, “Oppenheimer”. È stato proiettato in una piccolissima sala, proprio accanto a “Barbie”, e con la terza sala dedicata all’ultima puntata di “Mission Impossible”. Sarebbe dovuta essere l’estate della rinascita dei film magistrali, ma siamo arrivati un po’ in ritardo e le migliori 20 sedie erano già state prese e ho dovuto prenderne una più avanti, la quale rendeva la vista un po’ distorta. Nonostante ciò, mi sono immerso da subito nel film. Sapevo che il film durava 3 ore, e sapevo chi fosse Nolan, per cui ho accettato immediatamente il fatto che lui intendesse rappresentare il dramma di questi personaggi storici come se si trovassero in una scena di un inseguimento in auto. Per la prima ora, ho accettato questo uso di licenza poetica, dicendomi che ciò rendeva una storia più bella. Ma ho trovato la seconda ora un po’ più seccante, perché già sapevo che il test Trinity supererà (chi non lo sapeva?) ma non sapevo dell’importanza futura dei rapporti con Teller, Strauss, Robb, ecc. Posso dire che l’ultima ora, per me, sia stata la più piacevole da guardare, perché finalmente abbiamo visto come tutti i pezzetti del puzzle vengano integrati, per esempio, (spoiler) il tradimento effettivo di Teller, dopo tutti quei anni in cui Oppenheimer l’ha tutelato, permettendogli di fare la sua ricerca critica, la quale gli altri non apprezzavano all’epoca.
Sì, Nolan riesce dipingere Oppenheimer, e gli scienziati atomici del novecento, come esseri quasi divini, perché lo erano e lo meritano. Ma erano anche molto umani, e dubito seriamente che i loro personaggi erano così semplice nel film (per esempio, Edward Teller è stato dipinto come un divo bambinesco, ed Einstein come una polena gregaria, per darvene solo due). Vabbè, meglio un blockbuster di questi scienziati come gli Avengers che dimenticarli. Se li ricordassimo, ne varrebbe la pena.
Questa titola è un’affermazione molto forte, detta frequentemente, che normalmente viene smentita subito da qualche rimbalzo pazzesco della $BTC. Ma forse, “questa volta è differente”.
Ora è novembre 2022, ed il mondo sta metabolizzando tutti i dettagli e conseguenze dell’ennesimo fallimento miliardario del settore criptovaluta. Si parlano che questo collasso dell’azienda FTX abbia perso la più grande cifra mai, circa 10 miliardi euro di depositi dei clienti. Ma più scioccante, questi fondi non erano persi tramite qualche scommessa complicata o sofisticata, ma invece erano sperperati da un gruppetto incontrollato di giovani senza né esperienza né competenza. I tracci della loro pagliacciata restano su Twitter e YouTube, e dipingano un quadro molto banale della realtà dietro i promessi di arricchirsi in fretta.
Sì, ci sono quelli che ribadiscono la criptovaluta alla base rimane incorruttibile. È vero. Ma è anche chiaro ormai che il governo non permetterebbe mai che funzionerà indipendentemente un sistema monetaria parallelo. Il sogno della finanzia distribuita non si avverrà mai, per regolamenti del governo. Per motivi semplici fiscali, il governo deve monitorare quasi tutte le transazioni per stabilire i redditi e le spese per le tasse. E diventerebbe troppo complicato se si dovesse trattare ogni transazione con la criptovaluta ad essere soggetto alle regole di plusvalenza ecc. Vediamo ormai il dovere a registrare ogni transazione con la criptovaluta con la agenzia delle entrate statunitense, come se fosse un investimento.
Inoltre, l’interessa pubblica nella criptovaluta sembra di essere più come un investimento che una moneta facoltativa. Le persone non vogliano gestire le loro chiave private, e preferirebbero fare la compravendita tramite uno strumento finanziario molto comodo come un ETF. A questo punto, la criptovaluta perde il suo significato come una moneta indipendente e mistica, e diventa invece un tipo di “meme stock”, tanto banale quanto tutti gli altri investimenti.
Questa sarà la morte per l’indifferenza della criptovaluta. Mi sembra che sia l’esito inevitabile quando uno strumento viene denaturato e gli collezionisti spacciano i resti.
In realtà, anch’io pensavo che la feste non finisse mai. E probabilmente ancora credo che ritornino fra poco le politiche monetarie accomodativi della Fed, e da tutte le banche centrale globale. Dobbiamo aspettare solo per un piccolo ribasso della inflazione, e poi, soldi per tutti, o almeno per i ricchi. Non sia un po’ inverosimile, era la realtà finora le ultimi mesi. Perché l’inflazione non fosse un problema quando era limitata agli asset, tramite cui si arricchivano i ricchi.
Negli ultimi 15 anni, la banca centrali statunitense, ovvero la Fed, manteneva i tassi di interesse degli obblighi del tesoro quasi a zero, e ha accumulato un bilancio di $9T. Generalmente, la Fed ha usato queste politiche monetarie stimulative per affrontare le crisi economiche e per evadere le recessioni del ciclo economico. E generalmente, funzionava bene, nel senso che non c’erano ancora le conseguenze negative di tutti questi debiti, sovrani ed aziendali. Anzi, le conseguenze sembravano soltanto positive, tranne quella della diseguaglianza di ricchezza creata dalla inflazione degli asset.
Perché l’inflazione va fuori controllo soltanto ora? Mi sembra chiaro che la variable nuova è stata la pandemia, e la sua interruzione del commercio globale, con gli squilibri fra offerta e domanda, ed altri choc sistemici. C’è anche una guerra europea grave che ha introdotto uno choc energetico, nel quale i prezzi di gas hanno aumentato di 10 volte.
Così abbiamo subito un’inflazione a tassi mai visiti in 40 anni, che le persone sentono visceralmente nelle spesse. E politicamente, la Fed è stato costretto a reagire. Perché il suoi strumenti dei tassi di interesse e il loro bilancio sono soltanto generali, e non specifici, la Fed può soltanto rallentare l’economia nelle speranze che una domanda generale ridotta possa abbassare i prezzi in generale. Ma questo è molto simile ad impostare uno shock sistemico per rettificare un’altro. In tanto, i tassi d’interesse di 4% che hanno raggiunto attualmente hanno schiacciato la borsa.
Ma quasi tutti credono che la vera speranza sia che l’inflazione si risolverà da sola, perché gli guadagni di produttività portati dalla tecnologia sono sempre disinflazionistici, e subito dopo la prima segnalazione che ci potrebbe essere un tale calo nella CPI, così la Fed dichiarerà vittoria, desisterà, e la borsa schizzerà alle stelle.
Queste sono le narrazioni che spiegano la economia attuale. Cambiano frequentemente. Quelle vindicate dagli esiti diventano integrate nella storia, e le altre vengono scordate. Vedremmo se tutto andasse bene o molto meno.
Imparo mille cose quando decido di trascrivere testualmente il delirio genio del giorno di @cedipeggo. È uscita una chicca sotto la rubrica “Aneddoto” oggi @12:10:
“Ecco più che un aneddoto, questa storia sono semplicemente male parole, imprecazioni, e mocoli da tirare verso altissima. Allora, lunedì si riparte come previsto, lunedì tutto il pomeriggio … no, prima di tutto lunedì … come stanno … partiamo dopo pranzo, bene. Non mi va il Telepass, probabilmente il calore dell’automobile mi ha distrutta la batteria del Telepass. Va be, c’è anche 12 anni, ci sta. Sentite qua. Il Telepass non funziona più, cosa fai? Vai al Punto Blu. Fa anche rima. Vado al Punto Blu, faccio mi metto in coda, quando arrivo al tizio abbronzato, tanto per usare una metafora che sta lì, perché non si può entrare al Punto Blu, c’è ancora il covid al Punto Blu. Quindi, vado al Punto Blu col cadavere del mio Telepass in mano, arrivo, tutti mi vedevano col cadavere del Telepass in mano, nessuno dice un cazzo. Bene. C’era lì il signore abbronzato, ok, con in mano dei fogli, faceva entrare una persona ogni tanto, quando ne usciva qualcuno. Poi qualcuno entrava e non usciva più, ma qualcuno dopo continuava ad entrare lo stesso, quindi, non so se quelli che sparivano facevano il fine, insomma, dei desparecidos, ma va be, in ogni caso, ho detto fanculo, mal che vada che mi fanno, io … nel Punto Blu. Non lo so, mi fa …, mi tengono lì a tirare su e abbassare la sbarra, rischiamo, corriamo questo rischio di finire desparecidos. Va bene, faccio tutta la coda, quando arrivo davanti al omino bronzato, mi dice, <<tu, per cosa qua?>> più o meno così. Dico perché cazzo, questo su vedi, non va più. <<Eh, no, … amigo capo, …>> Eh?! << … amigo capo …>>. Praticamente capisco, in questa traduzione simultanea, senza il supporto di Google, comprendo che il mio Telepass non sarebbe stato più sostituito dal Punto Blu, perché il Punto Blu non sostituisce più il Telepass. Lo sapevate? Ah beh, sappiatelo, se è andato al Punto Blu col Telepass … c’è l’amico che dice <<… eh, amigo capo, amigo, eh …>>. Inculati. Tradotto significa vai a farti in culo.”
“Quindi, il Punto Blu puoi andarci per cosa? Solo se devi attivare i nuovi contratti. Quindi, Telepass nuovi. Hai capito coglione ed amica schemi? Allora da cosa fai col Telepass rotti, cosa fai? Ahhh, devi andare nei Telepass Point. Sentite qua. Devi andare al Telepass Point. Il Telepass Point, che cos’è? Nessuno lo sa, ovviamente, ma ci sono alcuni distributori di benzina, o tabaccai, tabacchini che dirsi voglia, o addirittura centri commerciali che, un po’ come, c’è alcuni negozi che decidono di collaborare con l’Autostrada per l’Italia, e quindi fanno dei Telepass Point. Mi ha dato questo simpatico amico, amico, capo, capo, mi ha dato questo foglio con una seria di indirizzi. Ok, bene, ottimo. Dopo la coda risalgo in macchina, 44°, una temperatura folle, vado al primo Telepass Point. Chiuso. Però c’era dentro gente, era una benzinaia questo, entro, <<eh, mannaggia, ci si è rotta la macchinetta propria oggi, ma pensa mannaggia la miseria …>>. Niente, giro la macchina, allora vado al centro commerciale Le Due Torri. Perché sul foglio, c’è la scritto centro commerciale Le Due Torri, Stezzano, è un Telepass Point. Cosa? Il centro commerciale. Entro, giro come un coglione per 20 minuti, perché non è che ti dice, vai alla Mediaworld, al tabacchino, no, giro come una testa di minchia, verso dentro questo centro commerciale, alla fine scopro che il Telepass Point coincida con il box informazione del centro commerciale. Bene. Vado là, c’era una seria di disperati che mi sembrava di avere dei personaggi di Bianco, Rosso, e Verdone. Ok, tutti lì insiemi, perfetto. Tutti lì, incazzati, sudati, perché dovevano anche loro bestemmiare con i Telepass, perfetto. Dico, ottimo, sono nel posto giusto. <<Ah, sì.>>. Siamo nel posto giusto, solo che il primo della fila, un signore Tarchiatello, di mezz’età, anche lui col Telepass in mano, che si guarda spento le gonadi, mi guarda, mi vede così, bestemmiante, però, cercando di capire che cosa stava accadendo, mi dice <<aprealequattro>>. Eh?! <<aprealequattro>>. Apre alle quattro, tradotta insomma con il mio traduttore simultaneo Soverato-Italiano. Apre alle quattro, o quello che insomma, va bene, erano le quattro meno un quarto, o giù di lì. Va be, va bene. Che facciamo, aspettiamo, andiamo, fanculo, va bene, aspettiamo, aspettiamo, quattro, quattro zero cinque, alle 16.05 si presenta una signorina che credo per l’avvincinanza con la, relativamente vicina, diciamo così, strada statale, che di sera si anima, va be, comunque, facci mettere un attimo per capire chi è, poi capisco che l’ha detta al bancone, ok. Che cosa la sua faccia da cazzo di merda, che cosa fa? Ci dice, incazzata, come dire, via, via insetti di merda. Questa signorina, guardandoci come insetti, con fare diciamo, per schiacciare, schiacciare le piattole, seccata, la stronza, ci dice <<Ah, ma qua non vedete cosa c’è scritto, insetti di merda? C’è scritto che qua, il servizio Telepass è solo dalle 10 alle 14, quindi andate a fare in culo. Ve l’ho detto una volta, ve l’ho detta due volte, fuori dei coglioni, zecchi e schifosi insetti di merda, via, via, sho, sho, sho. E ci ha cacciati così. Ok. Io mi sono girato prima di vedere la scena in cui camionista di cui sopra quello un po’ Tarchiatello prendeva la chiave da 36cm e a lei scaricava sul cranio. Me ne sono andato, detto non voglio, poi arriva il giudice, devo testimoniare, non mi posso sottrarre, devo andare, non voglio saperne un cazzo. Mi sono girato, bestemmiando, e me ne sono andato. Poi immagino, non ho letto i giornali, ma credo che qualcuno l’abbia fatta tipo carne trita, non che mi dispiace, però non c’ho voglia di finire anche un’ora di tribunale dove devo fare la testimonia. Quindi, non vedo, non sento, e sopratutto non telepasso. Va bene, salgo in macchina, e già mi girava i coglioni perché ormai è un po’ tardi. Casa … casa in montagna, un paio di ore scarse. La macchina era piena come quella di, non lo so, di quelli che vanno … fare quelli che vivano a nord ma sono di giù, e aggiungo vanno giù con la macchina station wagon che tocca con i paraurti dietro sul asfalto, ok, ed ogni volta che c’è un piccolo addosso, vedi le scintille che sembrano il decollo di un F-104, a reazione.”
Continua per ancora 40 minuti, ma ci metto un po’ di tempo per beccare ogni parola, e devo andare a letto adesso. Ma comunque si ottiene l’idea.
Faccio un piccolo esperimento qui e ora, e trascrivo un po’ della registrazione di cedipeggio da stamattina. Voglio mostrarvi quanto sia importante per me trascrivere il parlato. Se io non lo facessi, riuscirei a capire grosso modo quello che vuol dire, ma a questo punto, per me, vale la pena di analizzare ogni singola parola da un madrelingua in un contesto così fra altri madrelingua.
Queste sono delle frasi dette da Andrea stamattina, che ho trascritto il più testualmente possibile:
“Capita anche a voi se che lasciate un bicchiere d’acqua in una stanza per diversi giorni, dopo 3/4 giorni che non cambiate l’acqua, l’acqua che continuate a bere perché siete dei pezzenti dentro, come me, sa di riso? A un certo punto inizia prendere un sapore di … di … di … amido, ok, di riso, sì, di riso bagnato, … l’acquetta che fa il riso quando lo mettete, nella pentola col acqua, no? Sa di riso. Non so se è una cosa sana. Qualora dovesse accadermi qualcosa di brutto, ditelo all’anatomo-patologo. Ditegli che diceva sa di riso.”
“E invece la bevo perché se dopo un giorno, l’acqua prende questo sapore vuol dire che forse è vero, chi dice ha ragione, chi dice l’acqua ha memoria, con tutte le cazzate che dico per due, a volte anche quattro, ore al giorno, si incazza, gli girano i coglioni, e prende un sapore di merda. Ma me lo merito. Ognuno deve bere il risultato delle proprie minchiate. E io lo bevo con grande voluttà.”
Ci ho messo un po’ per trascrivere questo brano. In tempo reale, potevo capire lo scherzo dell’acqua vecchia, il sapore che descriveva, il riferimento alla bufala della teoria che l’acqua trattiene qualche informazione. Ma, con lo sforzo di decifrare tutto, ci sono arrivato pienamente, e ho imparato delle parole nuove, dei modi di dire, per non parlare della genialità totale dentro queste improvvisazioni. Dunque, dovrei utilizzare il più possibile questo metodo meticoloso. Può essere fastidioso, ma forse me lo verrà ancora più facile.
Intervista con Giorgio Bianchi sulla vicenda di Bucha
Volevo trascrivere e tradurre l’intervista con il fotogiornalista Giorgio Bianchi, che è stato mandato in Ucraina dalla Visione TV, sulle accuse di una strage a Bucha. Sono scettico di tutto, gli medesimi scettici compresi. Trovavo interessante estrarre ogni parola del parlato che altrimenti verrà persa nella mia comprensione approssimativa e interpolata. Eccolo sotto, senza giudicare:
“Ma guarda, qui c’è forte preoccupazione, io mi sto facendo tradurre molto della stampa russa, quella che da noi purtroppo non arriva perché è censurata. Non non siamo talmente liberi che abbiamo la possibilità di accedere all’informazione come sempre le riformazioni di [? 6:56] devono sempre arrivare tramite noi, quindi tu pensa io che non ho voglio d’armi, non voglio, però noi veramente facciamo lavoro che è fondamentali, perché se non ci fossimo noi in questo momento, la gente vivrebbe in una bolla, come vivono i cittadini ucraini e di quale è stata preclusa la possibilità dell’accesso ad internet, e l’utilizzo del telefono, perché questo fatto viene completamente dimenticato, e qui si parla di chiaramente di guerra psicologica, di provocazione che può avere le conseguenze gravissime, ma sopratutto si parla di quello che io, da parecchio tempo, c’è la possibilità che presto ci sarà una riedizione della false flag che abbiamo visto in Siria con le armi chimiche, con 10/15/20 mila morti civili, il che poi di fatto preparerà il terreno per un intervento vero e proprio della NATO — tu dici che vogliano preparare un Pearl Harbor? — ma è chiaro, io ho fatto più volte l’esempio delle pistole di Cechov a quando in un racconto, Cechov il grande drammaturgo, aveva escogitato questo diciamo “motto”, quando in un racconto entra in gioco una pistola, prima o poi spareranno. Qui noi abbiamo già ben due pistole, la prima pistola è la follia di Putin, che è il nuovo Hitler, pazzo e praticamente fuori controllo, l’esercito in disfatta, gli ucraini inarrestabili, si sta impantanando, quindi potrebbe arrivare a soluzioni estreme. La seconda pistola di Cechov la presenza di laboratori che anche loro hanno detto che bisognava distruggere. Gli ucraini hanno detto se se ne impossessa Putin, potrebbe usare le armi chimiche. Biden ha detto che le armi chimiche eventualmente usate dalla russia potrebbero essere motivo per l’ingresso degli stati uniti e quindi della NATO nel conflitto, e quindi nel caso in cui si verificasse la false flag, come quelle abbiamo visto in Siria, …”
This describes my feelings right now far better than I ever could. I'm angry. I'm hurt. Damn right I am. I've held this sh*t in far too long. I guess there was a part of me that thought we were better than this. Some of us are. Too many of us aren't. pic.twitter.com/O9b1lYOmai
La mia filosofia personale che aiuta spiegarmi il mondo e che risolve tutti i paradossi apparenti entro le nostre profonde divisioni sociali è semplice: le persone credono quello che vogliono. Non è un’osservazione né nuova né particolarmente trascurata, ma spiega tutta la pazzia nel nostro digitale attuale. Assistiamo continuamente nei nostri timeline il bias di conferma, ma ai livelli vertiginosi. I social sono il bias di conferma “on steroids”.
Le casse di risonanze che costruiamo ed in cui abitiamo nutriscono il nostro narcisismo latente. Abbiamo sempre ragione, loro hanno sempre torto. Forse i conservatori preferiscono i meme che rendono ridicolo l’altro lato. Forse quelli di sinistra preferiscono gli istrionici in cui si identificano come vittime. In ogni caso, questi sono dei carburanti basici che nutriscono il narcisismo.
Questo fenomeno della polarizzazione politica nella società, particolarmente evidenziato nei social è molto interessante, e direi che sia piuttosto spiegabile come una forma di narcisismo collettiva. Questa non è un’idea né originale né nuova, ma forse ci siamo arrivati ad un frangente tale comica che questo squilibrio diventa ovvio addirittura a noi.
I parallelismi e le simmetrie fra i due lati opposi dovrebbero chiari se non comici. Ognuno vede la fine del mondo, portata avanti dall’altro lato. Usano frequentemente le stesse parole ed i stessi dati, ma arrivano alle conclusioni totalmente invertite. Tutti questi post, visiti fianco a fianco, renderebbero ridicolo la divisione. Ma così servono il bias di conferma e la cassa di risonanza, e evitiamo vedere queste simmetrie rilevanti.
Così continuiamo alle conclusioni logiche del nostro vittimismo, e arriviamo alle nostre distopie preferite. Alcuni dei i miei amici imaginano la guerra civile, in qualche forma o l’altra, e un governo autocratico fuori controllo. Altri miei amici imaginano l’opposta forma totalitaria, con questi altri amici in comune come collaboratori del regime. Sul serio. Ma quando niente succederà, come sempre, lo dimenticherà, e ricominceranno di nuova.
Dopo due anni della pandemia continuiamo litigare per la gestione della crisi, per i vaccini e per le mascherine. Principalmente, ci preoccupiamo di come sia possibile che l’altro lato pensa come lo fa. Essenzialmente la pandemia è diventata una narrazione simmetrica di perché noi abbiamo ragione e perché loro sono pazzi.
Qualsiasi dibattito pubblico che esiste prenda questo format. Non c’è nessuna discussione del genere qui sui media americani, e quello che vedo sul Tg La7 mi sembra più o meno progettato a rendere ridicolo una determinata posizione. Fanno finta che ci siano tante questioni, ma in realtà, non dubitano mai nessuna politica o restrizione già adottata.
Nessuno non ha il minimo dubbio* su come affrontare questo percorso storico senza precedenza. Le politiche sono proprie giuste perché dobbiamo salvaguardare ogni vita possibile, a prescindere da qualsiasi altro fattore. Probabilmente riduciamo inconsciamente il mondo ad una dimensione per fare più facile le nostre giustificazioni. (* è caratteristica di una guerra religiosa; mentre c’era molto dubbio verso le misure estreme per contrastare le pandemie nelle politiche sanitarie pubbliche già esistenti nel 2020)
Comunque, basta dire che pensiamo noi tutti diversamente. Ecco un esempio preso dalla chat fra me e l’altro lato. Siamo immutabili. Niente cambierà. Siamo senza la speranza.
Non speravo di sentire niente interessante nella ultima live di Shy (@shooterhatesyou) anche con il titolo abbastanza provocativo “Lockdown ai non vaccinati in Italia?”. Mi aspettavo i soliti commenti blandi che avrebbe evitato qualche posizione concrete, o peggio, buonista. Ma, no. Lui ha affermato perfettamente quello che stavo sfogando allo schermo in quest’ultimi mesi.
[Se dicessero] “Lockdown per i non vaccinati”, io sarei contrario. Per quello che vale, perché in realtà la forza del governo coercitiva, quindi mettono l’esercito per strada, fa controlli, io posso dire quello che voglio, ma non conta niente, in generale io sarei contrario. Perché sarei contrario? Perché con il green pass obbligatorio, con il green pass al lavoro, e la campagna a 70% ecc., abbiamo comunque raggiunto un buon equilibrio. Non è che non far uscire le persone non vaccinate per strada, migliorerebbe particolarmente la situazione. Mentre, questa ha un costo sociale enorme, enorme! Voi immaginatevi i carabinieri o la polizia o l’esercito che per strada ti ferma e ti chiede il green pass. Questa cosa ha un costo enorme a livello sociale al livello del percepito sociale al livello del percepito dei novax. Perché i novax, lo dicevo anche l’altra volta, sono cittadini come gli altri, che secondo me sbagliano, ma sono cittadini come gli altri. Se tu li antagonizzi così, dicendogli “stai a casa”, a parte che non rimangano a casa, quindi o davvero metti l’esercito o a casa non ci rimangano. Ma poi perché gli stai antagonizzando, si radicalizza ancora di più, e poi per cosa? Perché non escano per strada dove comunque non contagiano nessuno? Cioè capito è sempre un discorso di mettere pro e contro sulla bilancia, e in questo momento fare una roba del genere avrebbe un costo enorme per un risultato basso. Quindi io sarei contrario. Pero, poi dipende da ogni situazione, se domani salta fuori la variante della morte se davvero non sei vaccinato schiatti instant, cioè gravissima, era una cosa terribile, quindi lockdown per i non vaccinati allora è un’altro discorso.
Ma nel caso del virus di morte instante, non ci sarebbe un dibattito publico del obbligo vaccinale. Anzi, si può fidare del ragionamento umano per l’autoconservazione più che altro. È soltanto dovuto ai social che crediamo che gli altri sbaglierebbero gravemente senza la nostra aiuta, o che la società sbriciolerebbe improvvisamente così.
Per farmi sentire che non sono totalmente da solo in questo sentimento, ho trascritto uno sfogo da uno stream recente di Michele Boldrin. Ha parlato con Nazareno Lecis delle sua frustrazione con ambiente politico rispetto alla COVID-19.
Vedi. È quello che .. tu hai assorbito completamente il punto di vista dominante in Italia. Secondo cui c’era solo una maniera per affrontare la crisi epidemica causata dal virus, è da terrorizzarsi, e chiudersi in casa, minacciare tutti, raccontare storie tremende, mostrare in televisione ospedali, morti, vecchi, pianti, lacrime, … urla, fare proclami, mandare continuamente in tv virologi, medici che straparlare , fa un casino infernale con disperazione continua all’angolo con l’idea che questa roba siccome è così grave, tipo grave non si può nemmeno che conteggio, e siccome bisogna essere risposta, a pagare qualsiasi prezzo, perché lui che cosa per combattere le soffrire? Chiudersi in casa, umiliarsi, castrarsi, fare meno di vivere, non andare a correre, non andare in bicicletta, non scopare, non fare festa, non mangiare, non bere. Una roba assurda, Tridentina, triste, con quelli … televisione a spiegare al popolo che cazzo devo fare, siatevi internalizzati che quello è l’unica maniera, bene no, sono le altre maniere, se quella dalle Scandinavia, se quella giapponese …